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Durante la pausa estiva ho avuto moto di riflettere su quanto è
avvenuto nello scorso anno scolastico nella realtà in cui opero come
dirigente ed anche negli istituti sparsi un po’ in tutta Italia,
dove ho avuto modo di confrontarmi con colleghi dirigenti e docenti.
Le riflessioni che esporrò in questo contributo riguarderanno
ovviamente le innovazioni previste dalla legge di riforma (l. n.
53/2003) e dal primo dei decreti attuativi (d.lgs. n. 59/2004) e
della loro effettiva attuazione nella vita quotidiana delle scuole.
Come è noto tali innovazioni fanno riferimento alla scuola
dell’infanzia e alle scuole del primo ciclo (scuola primaria e
scuola secondaria di primo grado).
Le scuole secondarie di secondo grado sono ancora in attesa del
parere della Commissione Parlamentare competente circa il d.lgs.
approvato in bozza dal Consiglio dei Ministri. (?)
Quindi l’a.s. 2005-2006 rappresenterà di fatto l’anno secondo …
della riforma.
E all’inizio di questo “secondo”anno, molti sono ancora gli
interrogativi rimasti senza risposta circa le difficoltà di
attuazione di alcune innovazioni, altrettante le perplessità sulla
loro effettiva efficacia in termini di miglioramenti sul piano degli
apprendimento degli allievi.
Tutti i Collegi dei docenti hanno accompagnato l’attuazione della
riforma, durante il primo anno, con forme di monitoraggio e/o di
valutazione periodica, allo scopo di tenere sotto controllo i
processi attivati, apportare delle correzioni in itinere, progettare
dei miglioramenti perché nell’anno appena iniziato si possano
modificare le scelte, le procedure, le fasi e/o gli strumenti di
attuazione delle innovazioni previste.
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