L'azienda che vuole avviare la produzione biologica notifica la sua intenzione alla Regione e a uno degli organismi di controllo autorizzati. L'organismo procede all'ispezione e, se dall'ispezione emerge l'idoneità, l'azienda viene ammessa nel sistema si controllo e avvia la conversione cioè un periodo di “disintossicazione” del terreno che, a seconda dell’uso precedente di prodotti chimici e delle coltivazioni, può durare due o più anni. Solo concluso questo periodo di conversione, il prodotto può essere commercializzato come biologico. L’organismo addetto al controllo provvede a più ispezioni l’anno, anche a sorpresa, e preleva campioni da sottoporre ad analisi chimiche. Solo le aziende controllate da organismi autorizzati dal Ministero dell’Agricoltura possono definire le loro produzioni come provenienti da agricoltura biologica.  Si possono trovare praticamente tutti i prodotti: cereali, farine, pane, biscotti e prodotti da forno, pasta, olio extra vergine d’oliva, ortaggi, frutta, succhi, confetture e conserve, latte, yogurt, formaggi, uova, insaccati e carne, condimenti, miele, vino, …  tutti provenienti da agricoltura biologica.

CERTIFICAZIONE    DEI   PRODOTTI   BIOLOGICI

 1)   La produzione di alimenti biologici è disciplinata da due regolamenti comunitari: il 2092/91 per le produzioni vegetali ed il 1804/99 per carne, latte, derivati e prodotti di origine animale.

2)   Le aziende per definirsi biologiche devono essere certificate da un ente di controllo legalmente riconosciuto.

3)   L’ente di controllo ispeziona periodicamente l’azienda per verificare il rispetto delle norme di produzione biologica.

4)   Preleva dei campioni di prodotto che vengono analizzati in laboratorio.

5)   Se l’esito è positivo assegna all’azienda dei cartellini da allegare ai prodotti