Il 26 Aprile 2001 siamo andati a visitare una cascina biologica "Cascina Tre cascine" a Lodi. È una azienda di circa 70 ettari, di cui sono coltivabili circa 65 ettari. È abbastanza diversa dalla tradizionale cascina lodigiana: non ha infatti una struttura rettangolare, ma presenta una casa padronale al centro e tanti edifici sparsi intorno, come mostrano le foto che seguono. È abitata dal 1300. Ora è gestita dal signor Giovanni Brambilla. Un tempo era usata da nobili di Lodi che venivano per andare a caccia. C'erano paludi, poi bonificate.

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Vecchia stalla dove vengono tenute le vacche che devono partorire. Il vitellino viene tenuto sotto la vacca al massimo una settimana e poi viene messo in recinti dove comincia a crescere, sempre sotto controllo.  

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Nuova stalla: le mucche vivono il più possibile all'aperto, non soffrono la pioggia e la neve, ma il vento e il caldo.

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I vitelli vengono messi in questi recinti a seconda dell'età.

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Alle vacche viene dato un insieme di fieno, semi di cotone, mais, orzo, farina di soia, mentre le manze hanno una alimentazione meno ricca (solo fieno e un po' di insilato di mais). Vengono poi dati sali minerali naturali: alghe, dolomite (fonte di magnesio e di calcio), bicarbonato di sodio (per aiutare la digestione), cloruro di sodio e carbonato di calcio.Si aggiungono anche vitamine naturali: olio di fegato di merluzzo e lieviti.

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In fondo alla stalla ci sono due fosse per la raccolta dei rifiuti liquidi e solidi che vengono usati come fertilizzante. Il primo verrà distribuito sui prati; quello solido nei campi da arare.

Nella cascina è presente un fontanile che è una preziosa fonte di acqua naturale per l'azienda. Viene usato per irrigare i campi in modo da avere l'acqua il più possibile pulita.

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Per evitare la crescita di malerbe vengono

utilizzati film plastici e paglia.

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In questi "tunnel serra" abbiamo insalate, pomodori, cipolle, rucole, rapanelli. Si utilizza il sole come sorgente naturale di energia per far sviluppare prima gli ortaggi.

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Lo spazio circostante alla cascina è a prato stabile. Qui possiamo vedere piantine di pisello proteico.

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Attorno ai campi viene mantenuta una alberatura abbastanza compatta per evitare di utilizzare antiparassitari chimici. Infatti avendo una vegetazione varia si ha la presenza di antiparassitari naturali. Alle piante che vanno soggette a malattie o sono indebolite si fanno trattamenti con la propoli    ( antibiotico naturale ottenuto dalle api ) e la poltiglia bordolese ( ottenuta mischiando solfato di rame e calcio ). Come antiparassitario si usa anche lo zolfo.

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La nostra visita sta per concludersi. È stata una uscita interessante che ci ha dato la possibilità di conoscere ed apprezzare un tipo di agricoltura più favorevole alla nostra salute e all'ambiente. Ringraziamo il sig. Brambilla e tutti quanti credono nel... "BIOLOGICO"