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Il
bacino del Po è il bacino idrografico più grande d’Italia.
Il bacino idrografico è definito dalla legge 183/89:
“il territorio dal quale le acque pluviali o di fusione delle nevi e dei
ghiacciai, defluendo in superficie, si raccolgono in un determinato corso
d’acqua, direttamente o a mezzo di affluenti…”.
GEOLOGIA
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Al posto della Pianura padana un
milione di anni fa si stendeva un mare che lambiva le pendici degli
Appennini e delle Alpi.
Dalle Alpi e dagli Appennini in sollevamento, le piogge erodevano detriti
argillosi e sabbiosi che cominciarono a riempire Il Golfo Padano.
Quattrocentomila anni fa cominciarono le glaciazioni.
Le avanzate e le
regressioni dei ghiacciai portarono nuove masse di detriti a colmare quel
che era rimasto del Golfo Padano.
Il Po e i suoi affluenti depositavano sedimenti durante gli eventi
alluvionali. |
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IL FIUME PO
Il fiume Po è il principale fiume italiano
-per lunghezza (652 chilometri)
-per portata (10.300 metri cubi al secondo a Pontelagoscuro).
Il Po nasce dal Monviso, in Piemonte.
E’ alimentato da 141 affluenti.
Dopo avere attraversato la Pianura Padana, sfocia nell’Adriatico a nord di
Ravenna
La superficie del suo delta misura 380 chilometri quadrati.
BREVE STORIA DEL PO

Al
culmine dell'ultima era glaciale, circa 20.000 anni fa, il livello del mare
era più basso di quello attuale di oltre 100m ed il PO, come del resto i
suoi affluenti, era solo un torrente poco profondo, largo alcuni chilometri
e senza un alveo ben definito.
Attraversava una pianura alluvionale coperta di una vegetazione simile a
quella che troviamo oggi nella Scandinavia settentrionale e sfociava in un
ampio delta all'altezza di Ancona - Dubrovnik.
Circa 18000 anni fa incominciarono ad instaurarsi sulla terra le condizioni
climatiche attuali, e circa 5000 anni fa il litorale corrispondeva alla
catena dunosa di cui troviamo traccia a 10-15km. a monte della linea
costiera attuale.
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IL DELTA

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Il delta del Po:
Ha una caratteristica forma "a zampa d’oca"
Ha una superficie di circa 400 Kmq.
Si espande sull’Adriatico al ritmo di 60-70 m. all’anno grazie al continuo
apporto di materiali alluvionali.
Il territorio del delta presenta:
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vaste depressioni (territori di bonifica)
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lievi depressioni d’acqua salmastra (il cui sfruttamento è limitato alla
piscicultura)
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insenature lagunari del fiume isolate dal mare (“VALLI “e“SACCHE “)
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dossi rialzati al massimo una decina di metri (detti “SCANNI”)
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Attualmente,
il delta padano si dirama in
cinque
bocche:
Po della Maestra, Po della
Pila, Po di Tolle, Po della Gnocca, Po di Goro.
Nel
corso degli ultimi millenni la morfologia del delta si è
radicalmente trasformata per l’azione di molteplici fattori (l’acqua,
la dimensione quantitativa degli apporti di detriti, il clima,
l’attività eolica, la subsidenza dei suoli, la forza di
condizionamento espressa dagli affluenti e dal mare stesso, ecc.).
Con
il tempo, i confini tra l’emerso e il sommerso sono via via mutati, ed
il territorio è stato letteralmente costruito ed ha assunto una
relativa stabilità.
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BREVE STORIA DEL DELTA
Nell’ambito del Ferrarese e del Rodigino, verso la fine dell’ Età del Bronzo
il corso del fiume si articolava in due rami principali, il Po di Adria ed
il Po di Ferrara.
Il progressivo apporto di materiali allungava la pianura paludosa e spostava
progressivamente verso Est la linea di costa, con successivi cordoni dunosi.
Al servizio commerciale di Spina (VI-111 sec. A.C.) vennero costruiti anche
canali di collegamento, che consentivano di muoversi dal Bolognese al Veneto
per via d’acqua.
Nell’alto Medio Evo riprese a crescere con maggior vigore la cuspide
deltizia dell’Olana- Volano.
Nei secoli intorno al Mille le bonifiche promosse dai Benedettini di Pomposa
e il generale abbassamento delle acque salmastre nelle paludi
Provocò mutamenti nell’assetto dell’apparato deltizio.
Nel XII sec., nei pressi di Ficarolo (Ferrara), il Po ruppe determinando una
variazione idrografica decisiva per l’aspetto territoriale di tutta la
regione: da allora la maggior parte delle acque padane prese a defluire per
il Po grande e diede luogo alla foce presso Fornaci.
Nei secoli successivi, l’efficienza del sistema idrografico ferrarese entrò
in grave crisi, per il progressivo interramento del Po di Ferrara e delle
diramazioni di Volano e Primaro, cui conseguirono piene e allagamenti
disastrosi, peggiorati dal maldestro tentativo di inalvearvi forzatamente
fiumi appenninici quali il Santerno e il Reno.
All’inizio del ‘600 il Taglio di Poto Viro, sbarrò il Po di Fornaci e
costrinse il grande fiume ad intraprendere la costruzione di un nuovo delta,
che progressivi interventi umani hanno indotto a svilupparsi di fronte alla
costa ferrarese.
Incidenza economica
Il bacino del Po rappresenta un punto
nevralgico dell’economia nazionale
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per la densità del territorio, |
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per le attività produttive, |
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per le infrastrutture, |
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per il grado di utilizzazione della
risorsa idrica. |
A quest’area infatti si deve:
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il 40 % del prodotto interno lordo, |
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il 37 % dell’industria nazionale, |
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il 46% dei posti di lavoro, |
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il 55%o della zootecnica, |
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il 35%o della produzione agricola. |
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Il consumo di energia elettrica è pari
al 48% del consumo nazionale.
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Enti responsabili
MAGISTRATO PER IL
PO
E' un organo di amministrazione attiva
con pieni poteri in materia di programmazione, esecuzione e gestione delle
opere di difesa dell'intero bacino.
E' un organo decentrato interregionale del ministero dei Lavori pubblici,
con a capo un presidente scelto fra i direttori generali del ministero.
AUTORITA' DI BACINO DEL PO
E’ un ente misto Stato- Regioni. E' la sede di intesa unitaria e sinergia
operativa fra tutte le istituzioni interessate alla salvaguardia e allo
sviluppo del bacino del Po. Si estende su sette regioni.
L'organo decisionale è il Comitato istituzionale. Composto da:
ministri di Lavori pubblici, Ambiente, Beni culturali, Risorse agricole;
presidenti delle Regioni;
segretario generale dell'Autorità di bacino
La finalità generale dell'Autorità è la tutela ambientale dell'intero bacino
idrografico.
Il principale strumento di pianificazione e programmazione dell'Autorità è
il Piano di bacino, le cui disposizioni sono vincolanti per le
amministrazioni, gli enti pubblici e per i privati.
http://www.adbpo.it/
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