|
|
|
Nel
1819, Goya acquista una casa sulle rive del
Manzanarre, la "Quinta del Sordo", dove abiterà,
dopo averla restaurata e ingrandita, pare fino
al 1823, anno in cui ne farà donazione al nipote
Mariano.
Sulle pareti di due grandi sale della parte
vecchia, una del pianterreno e una
corrispondente del piano superiore, entrambe di
circa sei metri per nove, Goya dipingerà a olio
l'impressionante ciclo delle "pitture nere ":
sette composizioni per piano, larghe quanto gli
spazi tra le porte e le finestre (da una
settantina di centimetri a quattro metri e
mezzo), alte circa un metro e cinquanta, per una
superficie complessiva di circa trentaquattro
metri quadrati.
La maggior parta delle pitture raffigura scene
di stregoneria e di esorcismi, di folli
superstizioni e di delirio; è lo stesso mondo
dell'irrazionale già liberato nei Capricci
(serie di ottanta incisioni realizzate tra il
1792 e il 1799) e che ora, dopo le malattie del
pittore e le crisi susseguenti, si riveste qui
degli aspetti più ossessivi.
Sulle pareti della sua casa, intorno a sé, Goya
costruisce immagini d'incubo, proiezioni dirette
e immediate dei più nascosti turbamenti
dell'inconscio, con colori incredibili, fatti di
bianchi gelidi, di neri spessi come la pece, di
ocre sfregiate da pennellate di rosso che
sembrano ferite o da gialli intensi che sembrano
lampi di luce.
La grande composizione del Sabba, che si trovava
al pianterreno, è indubbiamente la più
impressionante del ciclo: la riunione delle
streghe, presieduta dal demonio sotto forma di
capro, è piena di terrore superstizioso e di
oscuri presentimenti.
In questa specie di furia pittorica che
caratterizza le "pitture nere", e che si
trasforma in brani di alta poesia, Goya sembra
voler condurre a termine la sua missione di uomo
e di artista.
da Capire la Pittura - Goya-
Fabbri Editore |

"Esecuzione di una strega" di Goya
(Foto Archivio IGDA) |

"Il grande capro" (1797 -1798) di
Fransisco Goya; Madrid, Museo Làzaro Galdeano. La
raffigurazione del sabba, 1795 |

"Esorcismo" 1797-1798
Olio su tela, cm 45 x 32 Madrid, museo Làzaro
Galdiano
|

Goya, scena di inquisizione |
|

Francisco de Goya.
Self-Portrait. 1815. Oil on panel, 51 x
46 cm. Royal Academy of San Fernando,
Madrid, Spain. |
Nacque il 30 marzo 1746
a Fendetodos, un piccolo
villaggio campagnolo nella Spagna
settentrionale.
Il padre, José, era un maestro doratore di
origini contadine mentre la madre, Gracia
Lucientes, proveniva da una famiglia decaduta
della nobiltà locale.
Goya ricevette un’educazione di base, per cui la
scrittura e le conoscenze ortografiche rimasero
ad un livello elementare.
Nel 1773 Goya sposa Josefa Bayeu, sorella di
Francisco Bayeu che a quel tempo era uno degli
artisti più dotati di Madrid.
Grazie a lui Francisco ricevette importantissime
commissioni.
L’anno successivo si stabilisce definitivamente
a Madrid dove lavora come pittore per la regia
arazziera di Santa Bàrbara.
La coppia ebbe parecchi figli, tutti morti in
tenera età tranne uno, Javier (1784- 1854). Per
il resto, sappiamo molto poco dei loro
trentanove anni di matrimonio che si concluse
con la morte di Josefa nel 1812.
Morì il16 aprile 1828, ad ottantadue anni, in
seguito ad un colpo apoplettico. |
|
Nei primi anni di attività Goya dedicò gran
parte del suo tempo alla produzione di disegni
per la regia arazziera di Santa Barbara di
Madrid.
Raffigurano con vivacità e grande espressività
scene di vita quotidiana, compresi i passatempi
e del popolo.
Ne realizzò in tutto sessantatré, l’ultimo venne
terminato nel 1792.
Una buona metà delle opere di Goya è
costituitala ritratti, ed è su questi che si
basava il giudizio sul suo talento, finché
l’artista fu in vita.
Molti raffigurano personaggi contemporanei di
alto rango o comunque illustre, in particolare
membri della famiglia reale come re Carlo IV.
Oltre a quelli di carattere ufficiale, il
pittore dipinse anche molti ritratti di amici e
parenti, e parecchi autoritratti eseguiti nel
corso di tutta la vita.
Si tratta per la maggior parte di ritratti a
mezzo busto, ma ve ne sono anche numerosi a
figura intera con il soggetto in piedi o seduto,
nonché alcuni equestri.
Francisco fu un disegnatore prolifico: esistono
quasi un migliaio di disegni.
I dipinti religiosi costituiscono una buona
parte della produzione dell’artista.
Questo aspetto della sua opera è stato tuttavia
più trascurato rispetto ad altri, forse perché i
critici di Goya amano sottolineare la modernità
e quindi a sottovalutare i suoi legami con la
religione.
Quelli più degni di nota sono gli affreschi per
la chiesa di San Antonio de la Florida di Madrid
eseguiti nel1798. |
 |