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Nel corso del tempo
parecchi sono stati i personaggi illustri
accusati di dedicarsi a questa malefica
attività.
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Leonardo Da Vinci, ad esempio, per i
suoi avveniristici studi sulla
dissezione dei cadaveri fu definito
“stregone e negromante” e quindi
costretto ad allontanarsi da Firenze.
«Leonardo era guardato con sospetto dai
suoi contemporanei e lo tenevano alla
lontana. Anche lui aveva paura di essere
accusato di stregoneria da chi non lo
capiva e per questo motivo ha adottato
delle tecniche di scrittura e di
comunicazione impossibili da decifrare
all'epoca.
Ad esempio per i suoi appunti
scientifici scriveva da sinistra verso
destra e usava la mano sinistra, ma
scriveva perfettamente con entrambe le
mani. Inoltre, scriveva in modo
speculare, cioè scriveva con lo specchio
accanto al foglio. Per questo per capire
cosa c'è scritto nei suoi "codici"
bisogna leggerli all'inverso e con lo
specchio. Ma questa tecnica non l'ha
usata per la poesia o per scritti sulla
pittura o sui colori. Leonardo non
comunicava molto con gli altri, ma lo
faceva di più con i suoi studenti
artisti a cui insegnava pittura perché
considerava gli artisti più sensibili e
quindi si apriva di più. Ma durante le
sue lezioni di pittura arrivava alla
scienza e questo disorientava gli
allievi. E questi, di fronte a questi
rapidi cambiamenti di argomento
pensavano che fosse un pazzo perché non
parlava più di pittura a cui invece loro
erano interessati e per cui erano lì con
lui. Ancora oggi, è come se Leonardo
volesse farci scoprire gradualmente le
cose, lentamente, nel corso dei secoli.
Per non impressionarci molto. È come se
lui avesse visto la vita futura di
300-500 anni dopo e avesse anche capito
il disorientamento delle "normali" menti
umane di fronte alle sue scoperte».
da un'intervista a Manuel
Perrotta del Corriere canadese
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Enrico VIII Tudor padre della grande
Elisabetta I d’Inghilterra, era convinto
che la sua seconda moglie, la ballerina
di corte Anna Bolena lo avesse sedotto
ricorrendo ad oscure pratiche magiche.
Nel maggio 1536 Anna venne accusata di
aver usato la stregoneria per
intrappolare Enrico VIII nel matrimonio,
di affliggere il Re con dolori corporei
e di aver cospirato per provocarne la
morte o il tradimento.
Anna trovò la pace spirituale durante i
suoi ultimi due giorni di vita, e disse
al carceriere che confidava nella pietà
di Dio e credeva che sarebbe andata in
paradiso. Giurò due volte sui sacramenti
che era innocente di tutte le accuse
portate a suo carico.
Il 19 maggio 1536 Anna venne decapitata
con un solo colpo alla Torre di Londra.
Prima della morte scherzò dicendo che:
"Ho sentito dire che il boia è molto
bravo, e il mio collo è sottile". Il
boia, un esperto spadaccino francese,
era ritenuto un giustiziere rapido ed
eccellente. Anna scelse un vestito scuro
per la sua esecuzione, con una
sottoveste cremisi. Sul patibolo perdonò
quelli che l'avevano mandata a morte, e
pregò per suo marito. Venne bendata, e
mentre si stava inginocchiando la sua
testa cadde con un solo colpo.
È oggi generalmente accettato che
nessuna delle accuse fosse valida.
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Nel dicembre 1615 arrivò notizia dal
Wuttemberg, dalla sorella Margarethe del grande
astronomo tedesco Keplero, convinto
sostenitore del moto dei pianeti intorno
al Sole, che la loro vecchia
madre era stata accusata di stregoneria.
Katharina Guldenmann godeva di una
cattiva reputazione per il suo cattivo
carattere e la sua conoscenza delle erbe
e della medicina popolare.
Frau Kepler era probabilmente una donna
intelligente, ma non era saggia e non
aveva abilità sociali. Le persone che
frequentava, o che erano disposte a
frequentarla, erano la feccia della
società.
Keplero
assunse la difesa della madre. L’accusa che la
inchiodava era, non a caso, quella di
aver fatto morire due bambini
consigliando alla madre di curarli
attraverso i responsi ottenuti da uno
specchio magico nelle notti di luna
piena.
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Di Caterina de’ Medici regina di
Francia, si diceva, invece, che fosse
strega non solo per la sua non comune
cultura, ma soprattutto per le capacità
che le si attribuivano di saper
imprigionare il diavolo negli anelli per
poi servirsene a suo piacimento nelle
lotte tra cattolici e protestanti che
tanto insanguinarono il suo regno.
Così era celebrata dal poeta Ronsard: ”Quale
dama ha tanto pratica di matematica?
Quale principessa del gran mondo intende
meglio la pittura, i percorsi della
natura e l’astrologia?”
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Giovanna d’Arco dovette, invece, la sua
fama di strega in massima parte alle
calunnie e dicerie fatte circolare dagli
inglesi a proposito delle “divine voci”
che l’avevano spinta come inviata del
Signore a risollevare le sorti della
Francia durante le ultime fasi della
Guerra dei Cento Anni.
I suoi detrattori
sostenevano che queste esortazioni
fossero opera del demonio, in quanto
Giovanna le avrebbe ricevute per la
prima volta da fanciulla operando
magiche superstizioni intorno al
cosiddetto “albero delle Fate”, situato
nei pressi di Domrèmy suo paese natale.
Lì era appunto diffusa credenza che chi
sapesse propiziarsi con adeguate offerte
la benevolenza di questi spiriti della
vegetazione, potesse poi riceverne in
cambio il dono della profezia. |
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