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Il termine inglese, derivato da channel,
"canale", letteralmente significa canalizzazione
e nell'accezione paranormale è il processo che
permette a entità impalpabili, creature di ogni
genere, dagli angeli, agli spiriti dei morti,
agli extraterrestri, a presunti maestri
spirituali dalle origini più variegate, di
manifestarsi attraverso un essere umano, e
channeler è la persona stessa che lo compie,
facendo da tramite tra queste evanescenti figure
e il mondo terreno.
Questa pratica, diffusa negli ambienti New Age,
è esplosa a partire dai primi anni settanta,
quando con la
pubblicazione di Seth Speaks di Jane Roberts e
suo marito Robert Butts.
Secondo loro, “Seth”,
l'essere "che non è di questo mondo" dotato di grande
saggezza, comunica la propria sapienza a Jane,
la quale a sua volta dettava tutto al marito
quando entrava in trance.
Seth afferma: "Con questo dovreste aver
compreso che percepite solo una piccola parte
della realtà, che la vostra idea di realtà è
creata e limitata dalle vostre percezioni.
Scavando dentro voi stessi troverete... altre
realtà".
Con l'aiuto delle istruzioni ricevute da Seth
Jane Roberts fornisce tutte le nozioni e gli
esercizi per scoprire e realizzare i poteri
psichici di ognuno.
La parte cosciente della mente conosce solo ciò
che noi permettiamo di conoscere. Tutto il resto
viene nascosto nel subconscio.
Le nostre capacità e potenzialità interiori sono
più varie e potenti di quanto immaginiamo.
"Il vero Maestro è dentro di noi", prendiamo
contatto con i nostri sé spirituali e le nostre
Guide Interiori.
Questa è la forma di channeling
più positiva, per il percorso di crescita
dell'essere umano e e per la sua evoluzione
spirituale, e ci porta a vivere con sempre
maggiore armonia.
Il channeler non è un medium.
Il medium infatti
per ricevere informazioni, esce dalla realtà
ordinaria andando in trance. In questo modo egli
non è consapevole di ciò che l'entità dice.
Un channeler entra in uno stato di meditazione
profonda: il respiro rallenta, il cuore anche,
la pressione si abbassa ma non "dorme". Resta
consapevole di ciò che accade.
Il confine tra spiritismo e channeling è bene
espresso in figure come Edgar
Cayce e Alice Bailey.
Vissuti tra
l'800 e il '900, furono autori di
produzioni letterarie vastissime, dettate in uno
stato di coscienza alterato e attribuite a
spiriti maestri.
Edgar Cayce
(1877-1945 Kentucky/USA) fu un
singolare veggente.
A soli sette anni, in un bosco, un angelo gli
domandò che cosa desiderasse maggiormente e lui
rispose: “Potere aiutare gli altri, specialmente
i bambini ammalati.”
Il primo bambino malato ad essere curato fu… se
stesso.
In un'epoca in cui ogni "fenomeno insolito"
veniva etichettato come spiritismo od
occultismo, Cayce si distinse da queste
definizioni e tendenze, dimostrando che
era possibile varcare i confini del tempo e
dello spazio per avere delle visioni ed
informazioni importanti per la guarigione fisica
e per la conoscenza della storia umana e
spirituale.
Affermava di cadere in trance e di poter
"vedere" in questo modo le malattie di una data
persona; al termine, formulava una diagnosi e
suggeriva una cura (quasi sempre legata all'uso
di erbe, al riposo o al massaggio). Cayce
diagnosticava anche per posta, senza aver mai
incontrato il malato. Per il suo lavoro non si
faceva pagare.
Guarì molte persone dalla tubercolosi e da
emorragie, ridiede la vista al figlio, che
l'aveva persa in un incidente, ...
Ovviamente fu molto osteggiato dalla medicina
ufficiale e dai medici, ma fu proprio fra uno di
loro che Cayce ebbe uno dei suoi migliori
sostenitori: il medico omeopata Wesley Ketchum,
che ricorse al suo aiuto un centinaio di volte e
che presentò all'American Society for Clinical
Research, un prestigioso consesso medico, tutte
le cartelle cliniche dei pazienti guariti con
l'aiuto del veggente.
Alice
Bailey (Alice Ann LaTrobe Bateman - 1880-1949
Manchester) vive fin da piccola contatti con un
misterioso personaggio dai tratti asiatici, che
anni dopo riconoscerà come il Mahatma
Kooth-Hoomi, uno dei Maestri occulti, la cui
missione è stimolare e diffondere l’amore nella
coscienza del genere umano.
Nel 1919 avvenne il primo contatto con un altro
Mahatma, Diywal Khul, meglio noto come "il
Tibetano".
La Bailey dichiara di essere una sua scriba,
incaricata di divulgare e amplificare la
missione del Mahatma: operare con i guaritori e
aiutare tutti coloro che nel mondo si adoperano
nella ricerca di nuovi metodi e soluzioni per
alleviare le sofferenze dell’umanità. |