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Arrivée de Gostanza à Sousse Cote
: Italien 63 , Fol. 169v
Boccace, Decameron, Italie, Florence, XVe siècle
In
Italia le streghe sono abbastanza rare.
Anche
qui però, come nel resto d’Europa, le persone
accusate di stregoneria sono soprattutto donne,
vecchie, povere e non istruite. Spesso
esercitano il mestiere di guaritrici.
E’ questo il caso di Gostanza da Libbiano,
processata come strega alla fine del secolo XVI
nel paese di San Miniato al Tedesco, in Toscana.
Figlia di un ricco fiorentino e di una sua
serva, Gostanza è costretta a sposare il figlio
di pastore, all’età di otto anni, e a subirne le
violenze.
Rimasta vedova, si guadagna la vita filando e
facendo la levatrice, assistendo cioè le donne
durante il parto. Va a raccogliere erbe
medicinali per farne infusi e unguenti con cui
guarire le malattie e la sua fama di guaritrice
cresce.
Quasi ogni giorno le portano malati da
curare o indumenti degli infermi, perché li
tocchi e favorisca così la guarigione.
Le donne
preferiscono lei alle altre levatrici.
Ma il suo potere è pericoloso, perché si pensa
che sia opera del demonio, soprattutto quando le
cure sono inefficaci e i malati non guariscono.
In paese cominciano le accuse di stregoneria e Gostanza, ha sessant’anni, deve subire un
processo.
Dapprima nega ogni colpa e i giudici, di fronte
alla sua “ostinazione” decidono di sottoporla
alla tortura.
Gostanza viene spogliata: forse si cerca sul suo
corpo il segno che – si dice – il diavolo lascia
alle donne con cui ha avuto rapporti. Poi la
sollevano con una fune, in modo che le braccia,
legate dietro la schiena, debbano reggere tutto
il peso del corpo.
Questo tipo di tortura è
dolorosissimo, perché provoca slogature alle
articolazioni e fratture alla ossa. Non reggendo
allo strazio, Gostanza ammette di aver compiuto
malefici, ma poi ritratta tutto.
Allora i giudici le infliggono nuovamente la
tortura, più e più volte rendendola sempre più
dolorosa.
Infine, purché la sofferenza abbia
termine, Gostanza si dichiara pronta a parlare.
Ha inizio una confessione fiume, piena di bugie:
lei, Gostanza, è una strega; ha rapporti
sessuali col diavolo; può trasformarsi in gatto
per entrare nelle case e succhiare il sangue ai
bambini; partecipa al sabba, che si svolge in un
posto bellissimo, con tanti palazzi e gente ben
vestita, dove si mangia, si beve e si balla a
volontà; il diavolo è forte, bello e delicato e
preferisce lei a tutte le streghe.
A questo punto il giudice inquisitore viene
sostituito da un altro, più maturo e più saggio,
che cerca prove e non dà ascolto alle
chiacchiere.
Egli si convince presto che Gostanza non è che è una povera vecchia, odiata
dai compaesani, che ha inventato una serie di
menzogne per paura dei tormenti.
E la fa
scarcerare.
Dopo le sofferenze del processo Gostanza ha
dunque salva la vita.
Ma da questo momento dovrà
lasciare per sempre il suo paese e le sarà
vietato di <<medicare>> gli infermi: non potrà
cioè esercitare quel mestiere di guaritrice in
cui ha accumulato abilità ed esperienze e che
finora non le ha dato da vivere. |