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Secondo
la tradizione, il sabba è l'incontro tra le
streghe e Satana che si svolge principalmente
nel giorno di sabato e, più precisamente,
durante la notte tra sabato e domenica.
Di solito il luogo per l’incontro era un campo o
una foresta… in realtà non serviva altro che uno
spazio aperto, lontano da occhi indiscreti.
Prima del volo, le streghe sono solite ungersi
con del grasso o con unguenti magici che
consentono loro di librarsi in aria e di
trasformarsi, all'occasione, in creature
mostruose o animali.
L’unico problema che potevano incontrare sul
loro tragitto erano le campane delle chiese, se
casualmente suonavano mentre una strega volava
lì vicino quest’ultima
cadeva rovinosamente. La prima voce dell’ordine
del giorno era sempre rendere onore al diavolo,
che generalmente prendeva parte al sabba nella
sua manifestazione classica: ovvero sotto le
spoglie di una capra mostruosa. Tra le corna
ostentava una candela accesa, da cui ogni strega
accendeva la propria.
Migliaia di donne affermano di avervi preso
parte, quando stavano invece dormendo nei loro
letti. Le confessioni venivano estorte con la
tortura.
Le streghe si recavano al sabba con il favore
delle tenebre, con mezzi di trasporto magici,
spesso a cavallo di manici di scopa
Giuravano fedeltà al diavolo, riferivano sulle
loro attività malefiche, poi banchettavano,
danzavano e si abbandonavano a licenziosità di
ogni genere.
Lì le streghe praticavano anche il vampirismo su
i bambini, violavano le tombe e divoravano i
cadaveri.
Si riteneva che il sabba si svolgesse
regolarmente il 31 ottobre, il 30 aprile e
ognuna delle 4 festività pagane che erano
assorbite nel cristianesimo.
In queste riunioni venivano commessi atti sacrileghi, come
profanare le ostie, o delitti, come l’ uccisione
di bambini.
Si pensava che in cambio della loro fedeltà, il
demonio concedesse alle streghe poteri
eccezionali, per esempio volare a cavallo di
scope o animali mostruosi e preparare filtri
magici
Pertanto, quando succedevano disgrazie, le
streghe erano accusate di averle provocate.
Il seguente brano è tratto dal famoso testo del 1608,
il Compendium maleficarum" (il Manuale dei
malefici) di F.M. Guaccio.
Si parla dei convegni tra streghe e diavoli,
appunto i famigerati sabba.
“Una cosa che ritengo vera è che le streghe
vengano trasportate, ogni tanto, dal demonio da
un luogo all’altro, su un caprone o su un altro
animale fantasmagorico, il quale tenendone sul
dorso più d’una le conduce alla nefanda
adunanza.
Occorre però sapere che, prima di recarsi al
sabba, esse si spalmano sul corpo un unguento
composto di sostanze ignobili, quali il grasso
di bambini uccisi, e , così unte, sogliono
viaggiare su un bastone, una scopa, una canna,
un forcone, una conocchia, cavalcando i quali si
portano da una località all’altra. O altrimenti
salgono in groppa a un toro, a un cane, per
recarsi al convegno;o, anche, se il luogo è
vicino, ci vanno a piedi.
Una volta insieme, queste figlie del diavolo
accendono un falò tetro e pauroso e il demonio,
presiedendo la congrega in forma di mostro o di
cane orripilante, siede in trono, ed esse vanno
ad adorarlo. Le streghe non adorano il demonio,
però, sempre allo stesso modo. A volte piegano
supplici le ginocchia, altre volte stanno ritte,
ma volgendogli le spalle, o a gambe in su e a
testa all’indietro, il modo che il mento guardi
il cielo. Gli offrono poi candele nere come la
pece o anche il cordone ombelicale dei neonati.
Nei sabba vi sono tavole imbandite, cui le
streghe si accostano per gustare le vivande che
il demonio offre, e che esse recano con sé. A
tutte quante, però, accade che, se le tavole
hanno un bell’aspetto, le vivande sono così
repellenti che, a guardarle o ad annusarle,
anche lo stomaco più attanagliato dalla fame ne
a nausea. Alcune affermano che vengono serviti
cibi di ogni genere, ma così comuni e mal
cucinati da poterli trangugiare a stento. Il
vino, simile a sangue nero e guasto, viene
versato in coppe sudice. Dicono che sia
abbondanza di tutto, salvo pane e sale.
Qualcuno sostiene che viene servita anche carne
umana.
Molti commensali tennero a dichiarare che le
vivande non toglievano fame e sete, e che la
voglia di mangiare e bere, anzi, cresceva.
Mentre mangiano, i partecipanti ai sabba non
hanno vista buona, ma vedono tutto in modo vago
, come chi- per ubriachezza , paura, sonno,
vizio- abbia occhi annebbiati o lacrimanti.
Ai banchetti seguono danze in cerchio, volte
sempre a sinistra, ma mentre, da noi, esse
servono a svagarsi, quelle causano solo
stanchezza, noia, affanno.
Alcune streghe costrette a presenziarvi
rammentarono di avere dovuto rimanere a volte,
per la fatica, due giorni a letto.
La cosa peggiore è che nessuna scusa è ammessa.
Se qualcuno rifiuta o si allontana per età,
stanchezza o malessere viene preso a botte; e
sono calci e pugni.
Quando si appressano ai demoni per venerarli, lo
fanno camminando all’indietro come i gamberi, e
, per implorarli, giungono le mani sul dorso".
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