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È l'arte dei magi di dominare sulle forze della
natura e della vita in virtù di mezzi occulti.
Magi erano detti nel mondo classico i sacerdoti
della religione babilonese (Caldei) che si
davano a pratiche astrologiche e divinatorie,
perciò in Occidente il termine passò a designare
astrologi, taumaturghi, fattucchieri. La magia
si differenzia sostanzialmente dalla religione
in quanto in quest'ultima il sacerdote, a
differenza del mago, conscio della propria
limitatezza, supplica le entità superiori di
concedere quelle determinate cose che solo esse
possono dare.
Si suole definire magia imitativa quella
che muove dal principio che il simile agisce sul
simile.
Esempi di magia imitativa si hanno quando per
ottenere pioggia il mago ne imita il fenomeno
versando acqua o imitando il tuono; ovvero
(ricordiamo l'intichiuma degli Australiani
Arunta) quando si disegna un canguro e se ne
colpisce la figura per propiziarsi la caccia;
quando, infine, nel caso di eclissi si cerca di
stornare il preteso indebolimento della luna o
del sole con fuochi: tipici sono i fuochi di San
Giovanni del folklore cristiano.
Si definisce magia simpatica quella che
muove dal principio che il contiguo agisce sul
contiguo e si fonda su una connessione o
affinità delle cose.
La magia è detta contagiosa quando
un contatto con oggetti o persone può provocare
effetti sul tutto. Vi sono, presso i popoli
primitivi e gli antichi, esempi di queste magia.
Per esempio i primitivi credevano che il
mangiare carne umana e soprattutto occhi, cuore,
ecc., procurasse a chi mangiava detti organi le
qualità delle persone a cui erano stati tolti (cannibalsmo).
Altro noto esempio è quello del collegio dei
pontefici romani che tenevano celato il vero
nome della capitale, obbedendo al principio che,
essendo il nome parte dell'individuo o della
cosa, evocandolo si poteva venire in possesso
della persona o della cosa che lo portava.
Gli
antichi Romani inoltre avevano cura di celare
capelli ed unghie tagliati, perchè essi o pezzi
di essi potevano servire al fattucchiere per
compiere atti di magia ostile.
Secondo E. B. Tylor, la M. è la pseudo-scienza
dei primitivi, ma spesso la post hoc, ergo
propter hoc, inoltre dalle idee di
associazioni per similarità o per conyinuità, il
Frazer bene ha sostenuto che essa nulla ha a che
fare con la scienza che è mossa dallo spirito di
ricerca.
La magia ha preceduto la religione, e sempre la
precede sino a quando, elevandosi a cerimonia
sociale, di comunità, non viene a confondersi
con essa (Durkheim).
Ad esempio la cerimonia sopra ricordata dell'intichiuma
diventa religiosa quando avviene il pasto
sociale del canguro e si narrano le imprese
dell'animale totemico. L'elemento magico ed il
religioso erano fusi in Egitto (Libro dei
morti), in Babilonia (in diversi esorcismi) in
India (Atharvaveda) ecc.
I maghi dei primitivi erano uniti in società
segrete e veneravano una sorta di patrono al
quale venivano iniziati con riti.
La magia aveva peso ancora nel Medioevo anche
se, fin dalle origini, il cristianesimo aveva
attribuito al demonio tutti i fenomeni che la
superstizione popolare considerava occulti e
soprannaturali.
In seguito si diffusero le leggende di
streghe, elfi, folletti, ...
Tutte le grandi culture del passato ricorsero
alla magia.
In Egitto il mago poté configurarsi nel periodo
più antico come superiore in potenza ai dei
purché fosse padrone del nome e delle parole
magiche.
Ci sono rimaste numerose formule magiche, spesso
precedute dalla narrazione di un mito
corrispondente.
Di fattura mesopotamica sono amuleti che
rappresentano l’immagine del demone.
La religione persiana sboccata in un dualismo
tra forze del bene e del male era un terreno
propizio per sviluppi sia teologici che magici.
Ma il grande apporto culturale del Medio Oriente
consisté nell’osservazione del corso degli astri
cui si legava magicamente non solo il conteggio
del tempo.
In Grecia e a Roma la magia ebbe una moderata
diffusione.
In Grecia favorirono piuttosto lo sviluppo di
sette filosofiche.
Fu nella vasta Koiné culturale formatasi nel
periodo ellenistico intorno al Mediterraneo che
si fusero a tutti i livelli riti magici,
astrologici e alchimistici.
Elementi di tradizioni ellenistiche, soprattutto
di ambiente gnostico, spesso mediati e integrati
dalla cultura araba e ebraica,
formano il substrato “colto” della magia
medievale e rinascimentale in Europa.
L’importante filone della ricerca alchimistica
alimentò un aspetto centrale della cultura
dell’umanesimo e del rinascimento.
La magia colta è però difficilmente separabile
dalla magia popolare maturata nei singoli paesi
europei entro le culture delle classi
subalterne.
Forme di culto, credenze, sistemi simbolici
precristiani sopravvissero, alterati, come
patrimonio culturale eterodosso, magico, delle
plebi.
La crisi culturale del sistema feudale
corrispose nei secc. XV-XVI al configurarsi del
pensiero magico come modalità di approccio
gnoseologico alla natura in termini
intellettuali, scientifici, deliberatamente
separati dalle caratteristiche e dai valori
delle strutture sociali.
Paracelso è il rappresentante più autorevole di
questo orientamento e la sua iatrochimica è il
terreno sul quale si disputerà la contesa
ricerca della verità magica tradizionale e
scienza sperimentale.
A partire da questo periodo la magia sarà
relegata dalla cultura ufficiale nell’ ambito di
quelle superstizioni contro le quali muoveranno
diversi modelli di razionalità: quello
della Controriforma.
Sconfinata nell’ambito della cultura dominante
che sostanzialmente la fraintese,
riconoscendole il merito di aver contribuito con
alcune scoperte al progresso del sapere
scientifico, la magia è rimasta in Europa luogo
privilegiato di affioramenti mitologici che sono
stati più volte strumentalizzati (basti
ricordare l’apparato magico-esoterico del Terzo
Reich o del Ku Klux Klan negli Stati Uniti).
Questi affioramenti mitologici che vanno dal
rifiuto della medicina ufficiale alle fughe
verso oriente, dall’ esoterismo da salotto al
satanismo cruento, sono ancora scarsamente
studiati e possono essere studiati tanto come
formalizzazione di inquietudine che ne
riproducono la dinamica a circolo vizioso. |