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La storia della stregoneria

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Stregoneria

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La stregoneria o magia nera si distingue dalla magia bianca per il fatto che, secondo credenze di tutti i tempi e di tutti i popoli, tende a nuocere al prossimo costringendolo a fare cose che non farebbe di propria volontà. Dappertutto e sempre - anche oggi - presso gli strati più bassi della popolazione è diffusa la convinzione che esistano persone le quali possiedono le capacità per fare del male in maniera soprannaturale.

La documentazione è universale presso tutti i popoli del passato. Egiziani, Greci, Romani, Ebrei, tutti concordi nel condannare le pratiche di stregoneria.

Fin dalle origini la Chiesa Cristiana ammise che i sortilegi degli stregoni fossero dovuti all'intervento del diavolo. Nel Medioevo, con il diffondersi dell'ascetismo che induceva all'avversione per la donna, prese radici la convinzione che questa, più che l'uomo, avesse commerci col demonio.

Le streghe erano quindi particolarmente temute e perseguitate; si diceva che si radunassero in luoghi misteriosi dove consumavano orge oscene e preparavano unguenti e filtri con l'assistenza del diavolo, che volassero nell'aria cavalcando scope e caproni nerissimi, che si trasformassero in gatti dalla lunga coda, in serpenti, in volpi per introdursi nelle abitazioni a fare del male alle donne, ai vecchi e ai fanciulli.

Sorta l'Inquisizione, si ebbero i primi processi contro le streghe: nel 1275, a Tolosa, la prima strega viene porta rogo.

Processi, torture, roghi, impiccagioni, decapitazioni, affogamenti si susseguirono in tutta l'Europa fino alla fine del sec. XVIII, benchè nel Rinascimento non poche voci di uomini coraggiosi e intelligenti si levassero a raccomandare la prudenza nel condannare e nel torturare; ma sembra che esecuzioni capitali per stregoneria siano avvenute anche in pieno sec. XIX in alcune regioni del Sudamerica.

Hanno calcolato che nel periodo 1575-1700 un milione di persone sia stato giustiziato sotto l'accusa di stregoneria. I processi sono oggi del tutto scomparsi, ma la superstizione è così profondamente radicata che anche ai tempi nostri è possibile il caso che l'opinione pubblica si metta in subbuglio per un preteso fatto di stregoneria e che qualche infelice venga linciato da un gruppo di forsennati fanatici.

 

La credenza nelle streghe nasce nel IX millennio a. C. quando gli uomini e le donne cominciano a dare importanza ai fenomeni incomprensibili.

Si pensa che gli astri siano delle divinità; a ogni membro del clan viene affidato il culto di un dio e nel gruppo spicca la figura della donna saggia che si pensa abbia ricevuto il potere di curare, attraverso le erbe, da una divinità.

Il poeta romano Ovidio chiamava strix un grosso uccello con la testa grande, due occhi fissi, il becco e gli artigli da rapace e le penne chiare.
E’ un uccello notturno che assomiglia a un gufo, capace,secondo certe di protendere gli artigli verso le culle per afferrare i bambini e succhiarne il sangue.
Dal nome latino di questa creatura orrenda deriva il vocabolo medievale stria.
Dal plurale di strix nasce, probabilmente, il nome di strega, donna malefica che si trasforma nell’uccello che succhia il sangue degli umani sorpresi nel sonno. Si racconta che le streghe erano capaci di trasformarsi in animali, grazie alle loro doti magiche.

 

Ai gruppi femminili che si riunivano per praticare la magia venivano assegnate le stesse caratteristiche delle "Dominae Nocturnae", le Signore della Notte.

Questa società di "Bonae Foeminae" e cioè di guaritrici esperte nell'arte della magia bianca, solite riunirsi di notte nei boschi per celebrare particolari cerimonie di natura mai definita.
Alcuni autori sostengono che questa credenza sia derivata da un'antica leggenda di ceppo celtico che poneva a capo delle affiliate Morrigan, la Grande Madre. Nell'antico mondo romano Morrigan venne sostituita con Diana, ritenuta oltre che dea della caccia, anche dea della fertilità.
Le riunioni notturne erano anche dette "Gioco di Diana".
Ma quando la Chiesa dichiarò la stregoneria un culto reale e pericoloso nel quale era tangibile la presenza di Satana, le donne dedite alla magia vennero identificate in una società, orchestrata da una figura femminile detta "Diana", "Erodiade" o "Signora del Buon Gioco".
Implacabili nella loro furia distruggitrice i preti sostituirono alla figura di Diana quella di Salomè, raccontando ai creduloni che quando la testa di Giovanni il Battista fu presentata alla figlia di Erode su di un piatto, dalle fauci del decollato cominciò ad uscire un vento fortissimo che la sollevò per aria e da allora l'infausta tapina si trova costretta ogni notte a volare, da mezzanotte al canto del gallo.
 

Gli alleati delle streghe
Anche furetti, conigli, porcospini, merli, gufi e civette, corvi, rospi e rane erano animali associati alle streghe ma il compagno complice dei loro sortilegi era il gatto.

Già nel mondo antico i gatti alcuni paesi attribuivano ai gatti un significato religioso.

In Egitto, quattromila anni fa, i gatti erano considerati sacri, probabilmente perchè contribuivano a proteggere i granai dai roditori, e perciò fatti oggetto di riti religiosi che comprendevano musiche e danze.

Chi uccideva un gatto rischiava la pena di morte.

Col Cristianesimo questo culto ebbe fine. La Chiesa affermava che gli animali considerati sacri, erano in realtà dei demoni minori.

Chi prediligeva i gatti era particolarmente esposto ai sospetti a causa delle antiche superstizioni sui felini.

In Gran Bretagna i gatti e altri presunti demoni al servizio delle streghe vennero spesso esibiti come prove nei processi del XVII sec. e, talvolta, arsi vivi sui roghi assieme alle loro sventurate padrone.