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A partire dalla fine del 1800, la temperatura media globale del nostro
pianeta è aumentata di un valore compreso fra 0,4 e 0,8 °C. I più rilevanti
aumenti di temperatura sono avvenuti principalmente in due periodi:
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nel periodo compreso fra il 1910 ed il 1945; |
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nel periodo attuale che va dal 1976 ai giorni nostri. |
Il riscaldamento globale del primo periodo è stato concentrato, in modo
molto marcato, soprattutto nella regione del nord Atlantico(inclusa Europa e
nord America).
Nel secondo periodo il maggior riscaldamento ha riguardato complessivamente
tutto l’emisfero nord, ma in particolare le medie e le alte latitudini delle
zone continentali. Il riscaldamento dell’emisfero sud si è manifestato,
invece, in modo molto meno marcato. Tuttavia, complessivamente, il tasso di
riscaldamento in quest’ultimo periodo è stato particolarmente elevato e pari
a circa 0,2 °C per decennio.
Aumento dell’effetto serra

L’atmosfera che ci circonda crea un effetto serra “naturale” intorno alla
terra. I gas che la compongono assorbono i raggi solari ed emettono calore,
proprio come accade con le pareti di vetro di una serra. Senza di loro la
temperatura media della superficie terrestre non supererebbe i 18 °C sotto
zero: tutte le acque sarebbero ghiacciate e il pianeta sarebbe inabitabile.
A partire dagli inizi del secolo, il considerevole aumento di energia nei
paesi industrializzati ha progressivamente intensificato questo effetto
serra naturale, con conseguenze potenzialmente pericolose. Le attività umane
stanno quindi generando un effetto serra aggiuntivo a quello naturale, che
tende a spostare tutti gli equilibri del sistema climatico.
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GAS |
ORIGINE |
CONTRIBUTO ALL’EFFETTO SERRA |
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CO2
(anidride carbonica) |
Consumo energeticoDeforestazione |
51% |
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CH4
(metano) |
Produzione e consumo di
energia.FermentazioneRisaie |
34% |
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CFC e HCFC
(clorofluorocarburi) |
Industria |
11% |
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N2O
(protossido di azoto) |
FertilizzantiDissodamento del terreno |
4% |
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L'attuale concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera è la più alta
che si sia mai verificata negli ultimi 420 mila anni e molto probabilmente
(le verifiche sono in corso) anche degli ultimi 20 milioni di anni.
La
velocità di crescita dell'anidride carbonica in atmosfera (32% in 250 anni
di cui ben 8% negli ultimi 20 anni) risulta essere il più alto tasso di
crescita degli ultimi 20 mila anni.
Il 70% circa dell'aumento di anidride carbonica nell’atmosfera è causato
dalla combustione di combustibili fossili, il rimanente 30% è dovuto ad
altre cause tra cui la deforestazione, l'uso del suolo e l'agricoltura.
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Le concentrazioni atmosferiche di metano, che hanno avuto un tasso di
crescita medio del 250% in 250 anni, pur continuando ad aumentare mostrano
una flessione nel tasso di
crescita di questi ultimi decenni, mentre gli
idrocarburi alogenati (tra cui i famosi CFC) che avevano avuto una velocità
di crescita delle loro concentrazioni
atmosferiche molto sostenuta negli ultimi 50 anni sono in fase di
diminuzione, grazie anche all'attuazione del Protocollo di Montreal per la
protezione dell'ozono stratosferico. |
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La distruzione, soprattutto nella fascia intertropicale, di boschi e foreste
è cresciuta ad un
ritmo vertiginoso: boschi e foreste, infatti, attraverso i
processi di fotosintesi, sottraggono anidride carbonica dall’atmosfera e la
trasformano in biomassa e, quindi, costituiscono di fatto la principale
fonte di assorbimento e di riciclo dell'anidride carbonica atmosferica.
Si valuta che negli anni più recenti, sono state disboscate, ogni anno,
superfici territoriali di estensione complessiva paragonabile a quella del
territorio della Svizzera.
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Il ritmo di trasformazione della superficie terrestre da parte degli esseri
umani, sia a causa della crescita demografica, sia per lo sviluppo delle
attività economiche ed industriali, è in forte aumento.
In particolare,
l'intensa ed estesa urbanizzazione, che sta aumentando in modo vertiginoso
soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, gli usi intensivi del suolo per
l'agricoltura, l’inquinamento terrestre e marino e le altre attività umane
sono stati, in quest’ultimo secolo, tali da aver modificato sia le capacità
di assorbimento terrestre dell’energia solare incidente e le capacità di
riflessione (albedo) verso lo spazio della radiazione solare, sia anche le
capacità di emissione termica del suolo e di irraggiamento terrestre verso
lo spazio.
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