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Nella lunga storia del nostro pianeta, il clima è stato caratterizzato da
variazioni intermittenti della temperatura, cui seguirono notevoli
mutamenti, soprattutto nell’emisfero settentrionale, con improvvisi
cambiamenti che hanno alternato temperature tropicali alle basse temperature
delle glaciazioni.

3 miliardi e 200 milioni d'anni fa, quando l'asse terrestre
aveva un'inclinazione maggiore, rispetto a quella d'oggi, sulla Terra ci fu
un'espansione glaciale di tali proporzioni, che praticamente tutto il
pianeta fu ricoperto completamente dai ghiacci.
Il nostro pianeta era diventato un'enorme palla di ghiaccio,
simile ad Europa, il satellite di Giove, interamente ricoperto dal ghiaccio
formatosi sopra l'unico grande oceano. Con ogni probabilità le glaciazioni
si sono manifestate contemporaneamente in diverse parti della Terra.
Durante ciascun periodo glaciale si verificarono oscillazioni
climatiche che provocarono l'alternarsi di periodi di massima estensione dei
ghiacci e periodi di ritiro dei ghiacci. Nelle zone equatoriali, in
contemporanea o sfalsati con le glaciazioni, si ebbero periodi di grande
piovosità, detti periodi pluviali alternati a periodi di grande siccità,
detti interpluviali. Durante i periodi interglaciali, il clima era più caldo
di quello attuale, tanto che in Europa poterono vivere perfino gli
ippopotami.
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Periodo |
denominazione |
inizio (*) |
fine (*) |
durata (^) |
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glaciale |
Würm |
75 |
10 |
65 |
| interglaciale |
Riss-Würm |
120 |
75 |
45 |
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glaciale |
Riss |
200 |
120 |
80 |
| interglaciale |
Mindel-Riss |
300 |
200 |
100 |
|
glaciale |
Mindel |
400 |
300 |
100 |
| interglaciale |
Günz-Mindel |
500 |
400 |
100 |
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glaciale |
Günz |
650 |
500 |
150 |
| interglaciale |
Donau-Günz |
1.000 |
650 |
350 |
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glaciale |
Donau |
1.500 |
1.000 |
500 |
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Glaciazioni del NEOZOICO
Le glaciazioni avvenute durante il NEOZOICO sono le più
conosciute. I ghiacciai durante il NEOZOICO arrivarono a coprire la
superficie di un terzo dei continenti, tre volte maggiore di quella che
occupano i ghiacciai attuali.
Periodi glaciali ed interglaciali del Quaternario
(Pleistocene)
I periodi glaciali sono quelli più freddi (sfondo
azzurro), gli interglaciali quelli meno freddi.
(*) Migliaia di anni fa - (^) in migliaia di anni
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Circa 3 milioni d'anni fa, l'abbassamento
del livello degli oceani determinò il completamento del collegamento
dell'America Settentrionale con quella Meridionale interrompendo
definitivamente il passaggio delle correnti calde dall'Oceano Atlantico
all'Oceano Pacifico, che si diressero verso il Polo Nord. |
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A quei tempi, nonostante le temperature a quella
latitudine fossero basse, l'aria secca impediva ogni precipitazione per
cui non esisteva ancora la calotta polare.
L'arrivo delle correnti calde dalle zone tropicali, portò
anche l'aumento dell'umidità, cui seguirono le prime precipitazioni che,
congelando per le basse temperature, iniziarono a costruire un
gigantesco continente di ghiaccio che dalle regioni settentrionali
dell'Europa e dell'America finì per coinvolgere anche il Polo Nord.
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Da allora, alternando massime estensioni della calotta
artica, dette glaciali, con massime contrazioni, dette interglaciali, i
ghiacci sono stati sempre presenti nella regione.
Le temperature medie si abbassarono, determinando
cambiamenti dell'ambiente e delle fonti alimentari degli esseri viventi,
cui si dovettero adattare.
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Non sono ancora del tutto note, invece, le cause per le
quali, durante il NEOZOICO, si alternarono 5 periodi freddi.
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Sembra che vi siano relazioni tra le glaciazioni e i
fenomeni orogenetici che le hanno precedute, ma non sempre intensi
corrugamenti sono stati legati a importanti glaciazioni. Comunque un dato
certo è che le glaciazioni più importanti sono state precedute da intense
fasi orogenetiche. Quest’ipotesi spiegherebbe perché nel Mesozoico non si
sono avute glaciazioni dato che non si sono verificati episodi
orogenetici. |
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Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che tra Sole e Terra si
siano interposte delle nebulose di tale densità da ridurre l’intensità
delle radiazioni, con conseguenti abbassamenti delle temperature. Con tali
ipotesi si spiegherebbe la contemporaneità delle glaciazioni in tutto il
globo e la loro non periodicità nel manifestarsi. Purtroppo non vi è modo
di dimostrare che il fenomeno sia effettivamente accaduto più volte nella
vita della Terra. |
Conseguenze delle glaciazioni
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Conseguenza delle glaciazioni, fu l'abbassamento più
volte, del livello medio del mare, che superò anche 120 metri.
Durante le fasi interglaciali, invece, si formarono
imponenti fiumane che con i detriti trasportati formarono depositi
alluvionali che riempirono grandi golfi come quello che un tempo
costituiva la pianura padana.
Lo scioglimento dei ghiacciai del periodo Pleistocene,
sino a raggiungere le dimensioni attuali, ha causato l’innalzamento del
livello del mare di circa 140 metri isolando specie animali su isole
dove poterono seguire evoluzioni autonome e specializzate per quell'ambiente.
Dalla fine dell’ultima glaciazione il livello del mare è
aumentato mediamente di 1 cm all'anno.
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La vegetazione durante le glaciazioni
A seguito delle glaciazioni la vegetazione si è dovuta
spostare dalle regioni nelle quali si erano adattate, per cui piante
tipiche delle tundre si sono impiantate anche nell’Europa centrale.
Ma avvenne anche che la tipica vegetazione delle regioni
subtropicali prosperò nell’Europa settentrionale.
La stessa cosa è avvenuta per la flora alpina, che in
seguito alle glaciazioni, spesso si è estinta dalle montagne d’origine
per trovare habitat più idonei in regioni vicine al mare. Oppure è stata
arricchita da nuove specie che erano state costrette a migrare di fronte
all’incalzare dei ghiacci, accolte dalle nostre Alpi in particolari
microclimi, in oasi così distanti dalle regioni boreali.
Un rappresentante della flora circumpolare costretta a
migrare è la Linnaea borealis dedicata sia al grande naturalista svedese
Linneo dal quale ha preso il nome, sia alle terre artiche di cui è
originaria.
Questa delicata caprifogliacea, molto comune nell’estremo
Nord, ha raggiunto i suoi limiti più meridionali con piccoli
insediamenti in boschi di conifere della Val di Cogne e della
Valsavarenche.
Altra testimonianza di migrazione glaciale, molto meno
rara della Linnaea, è quella del Leontopodium alpinum, la stella alpina,
originaria dell’Asia, spontanea in Mongolia e sull’Himalaya. La Linnaea
borealis migrò fino in Italia e si insediò in Val di Cogne e in
Valsavarenche.
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La fauna durante le glaciazioni
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Durante i periodi interglaciali nelle regioni
settentrionali si diffuse una fauna tropicale come l’Elephas antiquus, i
rinoceronti e gli ippopotami.
Nei periodi glaciali, invece, gli stessi animali subirono
delle trasformazioni per adattarsi all'ambiente dotandosi di folte
pellicce come il Mammuth Elephas primigenius, il Rhinoceros etruscus e
la Renna.
La diffusione dell’Uomo, praticamente in ogni regione della Terra ha
portato la vita al più alto grado d'evoluzione che sia mai avvenuta.
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