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L'arte del Romanticismo

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L'arte del Romanticismo
R. Schumann

DOVE E QUANDO
 

Nei primi decenni dell’Ottocento la diffusione delle idee liberali e nazionaliste è contrastata dal tentativo di restaurare il mondo feudale-aristocratico operato dopo il Congresso di Vienna: ne derivano moti rivoluzionari ai quali, verso la metà del secolo, si aggiungono le prime lotte operaie.
La Rivoluzione industriale infatti, si diffonde in Francia, Belgio, Germania, Italia e Russia: il continuo succedersi d’invenzioni, lo straordinario sviluppo dei trasporti, le grandi concentrazioni urbane con la nuova classe sociale, il proletariato, trasformano il paesaggio umano e quello geografico.

Si impongono sempre più il ruolo della scienza, l’importanza della comunicazione , la necessità dell’istruzione.
Suddivisa in nazioni in accesa concorrenza, l’Europa estende dappertutto il proprio dominio coloniale ( imperialismo), ma gli Stati Uniti d’America si apprestano a diventare la più grande potenza del pianeta. Verso la fine del XIX secolo nascono le prime organizzazioni di massa: sono i partiti politici e sociali.
 

LE IDEE E L’ARTE


Il Romanticismo è un movimento culturale e artistico che nasce in Germania alla fine del Settecento e si diffonde poi un tutta Europa nel corso dell’Ottocento.

Il Romanticismo rifiuta l’ideale neoclassico della bellezza perfetta, riscopre il sentimento, la fantasia, l’irrazionalità, sostiene la superiorità del sentimento sull’intelletto, esalta la libertà e la spontaneità dell’artista.

L’artista romantico, infatti, è libero di esprimere il proprio mondo interiore e di dare spazio, nelle sue opere, ai sentimenti per comunicarli all’osservatore.
La pittura romantica sviluppa in particolare alcune tematiche:

  • Quella naturalistica indaga il rapporto uomo-natura e si diffonde soprattutto in Inghilterra;

  • Quella mistico- religiosa, con l’uomo inserito in paesaggi spiritualizzati e immerso in atmosfere religiose, si sviluppa principalmente in Germania;

  • Quella storica esalta i sentimenti patriottici e l’aspirazione dei popoli alla libertà; si diffonde in particolare in Francia e in Italia.

In Inghilterra i massimi esponenti furono William Blake, William Turner e John Constable.
Il più grande esponente della pittura romantica in Germania, e più in generale la figura che meglio incarna i canoni dell'arte romantica è Caspar David Friedrich.
In Francia i massimi esponenti furono Eugène Delacroix e Jean-Louis-Théodore Géricault.
Contemporaneo al movimento romantico, in Italia si svilupparono due vie del purismo. Tuttavia anche nel Bel Paese si radicò una corrente del romanticismo, il cosiddetto romanticismo storico, il cui massimo esponente è Francesco Hayez.

 

Piazzetta di Brera (Milano)

Francesco Hayez (Venezia, 10 febbraio 1791 – Milano, 21 dicembre 1882) è stato un pittore italiano, massimo esponente del romanticismo storico. La famiglia di origine di Francesco Hayez è di condizioni modeste, il padre Giovanni è di origini francesi mentre la madre, Chiara Torcella, è di Murano. Il piccolo Francesco, ultimo di cinque figli, venne affidato ad una sorella della madre che aveva sposato Giovanni Binasco, armatore e mercante d'arte proprietario di una discreta collezione di dipinti.
Già da piccolo mostrò una predisposizione per il disegno e lo zio lo affidò ad un restauratore affinché ne imparasse il mestiere.
In seguito divenne allievo del pittore Francesco Magiotto presso il quale rimase per tre anni.

Frequentò il primo corso di nudo nel 1803 e nel 1806 venne ammesso ai corsi di pittura della Nuova Accademia di Belle Arti dove fu allievo di Teodoro Matteini.
Nel 1809 vinse un concorso indetto dall'Accademia di Venezia per l'alunnato presso l'Accademia di San Luca a Roma e si trasferì nella capitale dove divenne allievo di Canova. Nel 1814 lasciò Roma i e si trasferì a Napoli.
Dal 1850 diresse l'accademia delle Belle arti di Brera.

I dipinti di Hayez tendono a rappresentare soggetti del passato, per lo più medioevale, nel tentativo di ritrarre situazioni assimilabili al suo tempo.

Nel suo repertorio annovera ritratti di celebri figure del suo tempo, nonché una serie di opere che raffigurano due amanti uniti da un bacio appassionato: il suo più noto dipinto, intitolato semplicemente Il bacio (1859).

IL BACIO di Hayez

 

Milano pinacoteca di Brera 1859

olio su tela Francesco Hayez

 

Il bacio è la più famosa opera del pittore italiano Francesco Hayez, dipinto nel 1859 e raffigura due giovani che si baciano in costumi medioevali.
Il bacio raduna in sé le principali caratteristiche del romanticismo italiano.

La prima cosa da notare è la scelta dell'artista di celare i volti dei giovani, che conferisce importanza all'azione; altri particolari fondamentali per la comprensione del quadro sono il piede sinistro del giovane, che, appoggiato su di un gradino, indica precarietà.

Nell'opera si esalta l'amore individuale e quello per la patria.

Infatti il quadro è una chiara allusione all'esilio. Viene rappresentata una fuga che appare inevitabile, anche perché il giovane si sente osservato da qualcuno nell'oscurità.

Questa opera ha anche un significato storico, perché rappresenta un ideale abbraccio (un'alleanza) tra l'Italia e la Francia: infatti osservando bene l'opera si nota che il ragazzo è vestito con i colori italiani (rosso bianco e verde), e la veste blu della ragazza, unita con il bianco e rosso del ragazzo, rappresenta la Francia.

Potrebbe avere anche un secondo significato storico.

È importante precisare che la sua ideazione coincide con la seconda guerra d’indipendenza italiana. Il giovane dal cappello piumato potrebbe essere allora un volontario in partenza per la guerra.

In tal senso possiamo considerare l’opera come una rappresentazione di un sentimento profondamente civile: la dolorosa separazione per il rispetto di un dovere intensamente sentito e condiviso.
Nell'insieme tutti questi elementi raffigurano bene la situazione del popolo italiano del tempo: infatti bisogna ricordare che il quadro è stato dipinto in occasione dell'entrata a Milano di Vittorio Emanuele II e Napoleone III nel 1859, due anni prima dell'unificazione territoriale del regno. Riassumendo, quindi, Hayez con quest'opera vuole trasmettere il senso di instabilità e il desiderio popolare di quello che poi sarà il Regno d’Italia.

 

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