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Uno spettacolo teatrale per sostenere il diritto all'acqua
per tutti, per riflettere sui paradossi e gli sprechi del
"Bel Paese", per passare dalla presa di coscienza a nuovi
comportamenti.
L'acqua non deve diventare "l'oro blu" del XXI secolo, dopo
che il petrolio è stato "l'oro nero" del secolo XX.
L'acqua deve invece essere considerata come bene comune,
patrimonio dell'umanità.
L'accesso all'acqua potabile è un diritto umano e sociale
imprescrittibile, che deve essere garantito a tutti gli
esseri umani.
Perché questo avvenga bisogna sottrarre l'acqua alla logica
del mercato e ricollocarla nell'area dei beni comuni, alla
cui tavola devono potersi sedere tutti gli abitanti della
Terra con pari diritti, comprese le generazioni future.
Attraverso una documentazione rigorosa si affrontano i temi
della privatizzazione dell'acqua, delle multinazionali, del
contratto mondiale dell'acqua, delle guerre dell'acqua e
delle dighe, degli sprechi e dei paradossi nella gestione
dell'acqua in Italia, del cosa fare noi-qui-ora, della
necessità di contrastare e invertire l'indirizzo di
mercificazione e privatizzazione.
Uno spettacolo per affermare che un altro mondo è possibile,
non all'insegna del denaro, ma della dignità umana.

Spettacolo premiato con una targa d'argento dal Presidente
della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Realizzato con il Patrocinio del "Comitato Italiano per il
Contratto Mondiale sull'Acqua", del "Centro Nuovo Modello di
Sviluppo" di Vecchiano, della Regione Lombardia e della
Provincia di Lodi
Una produzione della Compagnia teatrale
ITINERARIA diretta da Roberto Carusi.
Testo: Ercole Ongaro e Fabrizio De Giovanni
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