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L'acqua ...

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L'uomo non può certo rinunciare al progresso e a tutti i suoi vantaggi, ma deve cercare di limitare i danni causati dall'inquinamento.
In caso contrario le conseguenze sarebbero disastrose e non controllabili.
L'azione, dell'uomo deve tendere ristabilire, per quanto possibile, le condizioni di equilibrio naturale.
Già da qualche anno ha avuto inizio l'azione di salvaguardia dell'ambiente sia sul piano della prevenzione e del controllo, sia su quello del risanamento.

 

 La prevenzione e il controllo...

 

vengono attuati attraverso leggi, in vigore in Italia e in altri Paesi europei fin dagli anni Settanta.
I primi provvedimenti, relativi alle acque, riguardavano l'impiego di detersivi biodegradabili.
I detersivi, oltre all'uso domestico, trovano impiego anche nell'industria tessile, nelle industrie alimentari, nelle birrerie, nelle lavanderie, nelle pelliccerie, nell'industria del cuoio, nelle industrie metallurgiche.
Un composto si dice biodegradabile quando può essere scomposto in elementi semplici, ad opera dei batteri decompositori, e rientrare nel ciclo naturale.
Nei detersivi sono presenti i tensioattivi, che servono a rimuovere lo sporco e rappresentano la parte effettivamente lavante dei detersivi.

I tensioattivi rimuovono lo sporco grasso perché hanno una parte idrofoba, affine al grasso che attacca la macchia e una parte idrofila, affine all'acqua che la trascina via.

 

I tensioattivi

 

Le sostanze tensioattive non sono biodegradabili e formano uno strato, galleggiante sulla superficie dell'acqua, che impedisce lo scambio di ossigeno con l'atmosfera e il passaggio in quest'ultima delle sostanze gassose (anidride carbonica, metano, acido solforico, ammoniaca) che si formano dalla decomposizione delle materie nell'acqua.
La loro presenza può danneggiare l'ambiente causando eutrofizzazione di laghi, fiumi, mari.
Il Regolamento (CE) n. 648/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 marzo 2004 (GUUE L 104/1 dell' 8-4-2004) introduce un'importante classificazione della biodegradabilità:

  • "biodegradabilità primaria" (trasformazione di un tensioattivo da parte di microrganismi che ne provoca la perdita delle proprietà tensioattive) e

  • "biodegradabilità aerobica completa" (livello di biodegradazione ottenuto quando un tensioattivo viene eliminato completamente dai microrganismi in presenza di ossigeno), vengono stabiliti i limiti in percentuale dei due tipi di biodegradabilità (80% per la "primaria" e 60% per la "completa").

Tuttavia

  •  il concetto di "biodegradabilità", imposto dalla legge, vale soltanto per i tensioattivi (che rappresentano circa il 10 % in peso dell'intera polvere)

  •  per legge i detersivi devono rispettare solo i parametri di biodegradabilità aerobica, cioè quella all'aria. Sulle confezioni si trova scritto "biodegradabilità 90%", ma si riferisce al tensioattivo lasciato all'aria, cosa che non avviene quasi mai.

Noi cosa possiamo fare?

  • Usare meno detersivi (di solito bastano modiche quantità); è possibile dimezzare la quantità indicata dai produttori senza che vi sia alcuna differenza nel risultato del lavaggio.

  • Usare l'aceto di vino al posto del brillantante.
    Funziona perfettamente e non contiene tensioattivi.

  • Acquistare prodotti con etichette ecologiche.
    L'etichetta ambientale identifica prodotti di eccellenza ambientale, prodotti cioè con ridotto impatto ambientale.
    Per questi prodotti è previsto il rispetto di limiti di performance ambientali con criteri specifici su emissioni, consumi di energia, ecc., stabiliti dall'Ente preposto al rilascio dello stesso marchio.
    La valutazione viene fatta in base a criteri detti di eccellenza prefissati, considerando l'intero ciclo di vita.

  ECOLABEL CIGNO BIANCO ANGELO AZZURRO
  ECOLABEL
etichetta ecologica europea (parametri stabiliti dalla Commissione Europea)
 
CIGNO BIANCO
WHITE SWAN
marchio nazionale - Scandinavia, Svezia, Finlandia e Islanda
ANGELO AZZURRO BLAUER ENGEL
marchio nazionale - Germania
 
 
  • Detergenti per biancheria
  • Detergenti per piatti
  • Detergenti per biancheria
  • Detergenti per piatti
  • Antibatterico per il water
  • Detergenti in genere
  • Shampoo e sapone
  • Prodotti per l'automobile
  • Detergenti per biancheria
  • Detergenti per piatti
  • Antibatterico per il water

 

il risanamento delle acque ...


L'emanazione della legge quadro n. 319 del 1976, conosciuta come Legge Merli (obbligo per le regioni di elaborare il Piano regionale di risanamento delle acque), e le successive, (tra le quali il recente D.L. 11 maggio 1999 n. 152 recante disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della Direttiva 91/271/CEE), danno l'avvio, nel nostro paese, alla regolamentazione in materia di protezione delle acque.
Queste leggi impongono lo smaltimento dei rifiuti e il disinquinamento delle acque provenienti da insediamenti civili e produttivi prima del loro scarico nei corpi idrici, attraverso la costruzione di appositi impianti (discariche controllate, inceneritori, depuratori biologici).
Un impianto di depurazione è un impianto che riceve acque reflue urbane, le tratta opportunamente e le scarica purificate, al meglio di quanto consentano le migliori tecnologie, e comunque nel rispetto dei limiti parametrici di legge che già tengono conto delle diverse potenzialità, in idoneo, per regimi e portate, corpo idrico ricettore.
 

 Impianto di depurazione delle acque

 

Schema di funzionamento di un impianto di depurazione delle acque.
I liquami in arrivo subiscono i seguenti trattamenti:
1. separatore del grasso;
2. trattamenti chimici;
3. trattamenti meccanici;
4. bagni di sedimentazione primaria;
5. vasche di ossidazione e trattamento biologico;
6. bagni di sedimentazione finale;
7. effluente finale;
8. trattamento dei fanghi;
9. centrale bio-energetica per il funzionamento degli impianti;
10. essiccatoi.

"L'azione di risanamento delle acque superficiali lombarde ha compiuto notevoli progressi, non ancora sufficienti però per riportare ad un buon livello qualitativo l'intero reticolo idrografico regionale.
[...]
La Regione Lombardia, che da anni ha posto tra gli obiettivi più qualificanti del proprio piano di sviluppo la tutela e la valorizzazione del patrimonio idrico, ha impostato nel Piano Regionale di Risanamento delle Acque (P.R.R.A.) la pianificazione del sistema di collettamento e depurazione con l'intento di perseguire prefissati obiettivi in relazione agli usi e alla qualità della risorsa.
In Lombardia gli impianti di depurazione delle acque reflue urbane e domestiche ... sono 409.

[...]"

Noi cosa possiamo fare?

Prestare attenzione alle sostanze che scarichiamo nella rete fognaria.
E' vietata l'immissione di

  • olii minerali,

  • sostanze infiammabili,

  • sostanze esplosive,

  • sostanze che sviluppano gas o vapori tossici,

  • sostanze che possono provocare depositi od ostruzioni nelle canalizzazioni (immondizie, letami, rifiuti di macelli, cartone, stracci, ceneri, sabbie, bitume, piume, trucioli ecc.)

  • sostanze che a temperature fra 10 e 40° C possono precipitare, solidificare o divenire gelatinose

il risparmio ...

 

L'acqua è un bene universale che purtroppo è anche una risorsa rara, si dovranno quindi sfruttare risorse oggi inutilizzabili, dissalando i mari o riciclando l'acqua gia utilizzata.
Occorre raccogliere le acque di scorrimento, soprattutto quelle provenienti dalle piogge torrenziali che comportano erosione e smottamenti del terreno; pensare a una copertura vegetale adeguata e creare sistemi di irrigazione e bacini con interconnessioni che fungano da riserva d'acqua per la stagione secca; riciclare l'acqua ogni volta che è possibile ed evitare sprechi.
I due terzi dei consumi mondiali finiscono nell'agricoltura. su questi però si può economizzare solo in parte:

  1. i sistemi di irrigazione, però, possono essere riorganizzati per far arrivare alle piante soltanto l'acqua di cui hanno realmente bisogno, senza inondare inutilmente il terreno.
    Le tecnologie attuali forniscono impianti a goccia computerizzati e sensori di umidità che riducono automaticamente al minimo il consumo d'acqua necessario per una produzione ottimale.

  2. l'ingegneria genetica, con la manipolazione del DNA delle piante ha messo a punto specie botaniche che richiedono meno acqua, ad esempio varietà di riso che non hanno bisogno di essere inondate o cereali che crescono nell'acqua salmastra

  3. c'è anche l'uso dei fertilizzanti direttamente sulle radici dei vegetali che riduce l'inquinamento dell'acqua e l'eutrofizzazione dei mari, cioè l'ennesima nascita delle alghe

  4. cartiere, concerie, industrie chimiche, tessili ed elettrometallurgiche utilizzano quantità enormi di acqua e inquinano moltissimo. Tutte dovrebbero avere al loro interno impianti per la depurazione e il riciclaggio delle acque utilizzate, veri e propri cicli di lavorazione chiusi e puliti.

  5. infine si possono fare forti risparmi razionalizzando i consumi domestici e sanitari.

Noi cosa possiamo fare?

  • Aprire il rubinetto solo quando è necessario, evitando di far scorrere inutilmente l'acqua

  • Usare il frangigetto sui rubinetti, consente un notevole risparmio

  • Lavare frutta e verdura a mollo e non in acqua corrente. Lasciando la frutta e le verdure a mollo in una vaschetta e utilizzando l'acqua corrente solo per un rapido risciacquo finale, si ottiene comunque un efficace lavaggio degli ortaggi

  • Utilizzare la lavastoviglie e la lavatrice a pieno carico e scegliere il ciclo 'economico'

  • Per lavare i piatti a mano conviene raccogliere la giusta quantità d'acqua nel lavello e lavare con quella

  • Preferire la doccia al bagno (per il bagno sono necessari 150 litri di acqua, per una doccia circa un terzo)

  • Innaffiare le piante non al pomeriggio, quando la terra è ancora calda e fa evaporare l'acqua ma quando il sole è tramontato

  • Utilizzare sempre un secchio pieno per il lavaggio dell'auto. Per circa 30 minuti di utilizzo dell'acqua corrente si consumano circa 150 litri

  • Utilizzare l'acqua usata (ad esempio quella utilizzata per il lavaggio degli ortaggi) per annaffiare
     

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